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GIBRALTAR RACE DAL BALTICO ALL’ATLANTICO

La “Gibraltar Race” dal Baltico al’Atlantico è una sfida che unisce alle difficoltà di un lungo viaggio on e off road attraverso l’Europa, quelle insidie della navigazione e della regolarità: l’abbiamo seguita e vi raccontiamo le storie di chi ha preso il via con una moto vecchia di 30 anni

Per imbarcarsi in un’impresa bisogna innanzitutto contare sui propri mezzi. C’è chi ripone cieca fiducia negli ultimi ritrovati tecnologici e chi, di contro, non vuole saperne di una moto nuova di zecca: perché alla “Gibraltar Race” ci vuole reciproca esperienza. C’è anche chi a questo rapporto dà un arco temporale minimo di ben tre decadi come Jens, Dominique e Luca, i protagonisti di questa storia.

Siamo stati infatti alla Gibraltar Race, un evento giunto alla sua quarta edizione e organizzato da un team tutto italiano, il Moto Raid Experience di Cuneo. Si tratta di una manifestazione decisamente unica nel panorama dei viaggi d’avventura. Alle difficoltà di viaggiare in moto per due settimane e 7000 km su strada e fuoristrada da un estremo all’altro dell’Europa, aggiunge quelle della navigazione e della regolarità.

I partecipanti, tutti amatori, sono ignari del percorso

Sul loro GPS le tracce di trasferimento si alternano a “special session” nelle quali si vedono soltanto dei “waypoint” che vanno collegati con abilità in sequenza, avvicinandosi il più possibile al tempo stabilito. Un secondo prima o un secondo dopo comportano la medesima penalità e chi ne commette meno…vince.

Sembra facile, ma non lo è

Tutto ciò aggiunge il pizzico di sfida personale a quella che è già di per sé un’avventura che ogni anno cambia percorso. La prima edizione collegò Atene con Gibilterra, la seconda vi arrivò partendo dal Mar Nero e la terza dalla Transilvania. Quest’anno, invece, siamo partiti dal Mar Baltico, in Polonia, per raggiungere l’Oceano Atlantico al faro di Finisterre, in Bretagna. L’itinerario, ça va sans dire, non è il più lineare, ma il più divertente possibile, con tappe giornaliere che vanno dai 300 ai 600 km e un solo giorno di break in mezzo.

Gareggiare con stile

Tra gli oltre ottanta partecipanti a quest’edizione abbiamo seguito le vicissitudini di tre amici: un tedesco, uno svizzero e un italiano che, per aggiungere un po’ più di gusto alla sfida, hanno preso il via con una BMW R100 GS HPN RallyeSport del 1988, una Honda XR400R del 1999 e una Honda Dominator del 1992. Per le moto immatricolate prima del 2000, il regolamento consente di ignorare il limite minimo di peso (145kg), ma loro non ci hanno fatto caso.

Partiamo da Jens, il tedesco

Non ha neppure iscritto la moto nella categoria “Aged” ma direttamente in Classe 1, ovvero alla pari delle R1200GS Adventure, quelle nuove di fabbrica per intenderci. L’anno scorso si è presentato da perfetto sconosciuto alla partenza con la sua bellissima HPN carica di gomme e si è giocato fino all’ultimo la vittoria assoluta, perdendola per un soffio, ma vincendo comunque la Classe 1!

Per poi, è chiaro, girare la moto e tornarsene in Germania. Quest’anno è tornato con i favori dei pronostici e desideroso di dimostrare che alla Gibraltar Race conta di più il feeling con la moto che gli anni sul libretto. Dello stesso approccio è Dominique che ha preso il via per il terzo anno consecutivo. Prima di conoscere la Gibraltar Race aveva sempre e solo viaggiato, mai fatto una competizione in vita sua.

GIBRALTAR RACE DAL BALTICO ALL’ATLANTICO

GIBRALTAR RACE DAL BALTICO ALL’ATLANTICO

Per la prima volta lo abbiamo visto arrivare alla partenza con un furgone. Temevamo si fosse un po’ indebolito nello spirito, lui che ha passato tutte le sere della sua prima partecipazione a tirare i raggi della XR! E invece era una tattica per preservare le energie. La sua compagna lo ha seguito di bivacco in bivacco, ma non così il loro furgone: giunta in Repubblica Ceca è rimasta a piedi e ha dovuto noleggiarne uno senza la possibilità di caricarci una moto.

Così il buon Dominique aveva solo una possibilità

Terminare la Gibraltar Race e ritornarsene in Svizzera a ruote, per poi recuperare il furgone in Repubblica Ceca! Molto meno complicata la gestione di Luca che ha affidato il trasporto della sua Dominator a uno dei servizi di assistenza accreditati.

Così facendo si è potuto concentrare sulla sua seconda Gibraltar Race, la prima in formula completa. Lo scorso anno, infatti, aveva partecipato alla prima metà di gara, una possibilità che l’organizzazione offre per consentire di prendere confidenza con la formula anche a chi non può impegnare due settimane.

GIBRALTAR RACE DAL BALTICO ALL’ATLANTICO

GIBRALTAR RACE DAL BALTICO ALL’ATLANTICO

– Come è andata la loro Gibraltar Race?

«Diciamo da subito che i nostri tre amici si sono fatti valere. Come ogni avventura che si rispetti hanno affrontato vari imprevisti e i pronostici sono stati… ribaltati! Il vero colpo di scena è arrivato a tre giorni dal termine quando Jens, mentre conduceva la classifica assoluta (e quella di Classe 1), è stato tradito da una fessura nel blocco motore. Unico tedesco in gara, teneva molto a questa vittoria, ma dovrà riprovarci il prossimo anno. Risultato oltre le aspettative invece per Dominique, che ha concluso sesto in classifica generale e ha vinto la categoria Aged. Per coprire i 7000km alla sua XR400 sono bastati un cambio d’olio, un tiraggio catena, qualche filtro dell’aria, una gomma anteriore e due posteriori. Anche il Dominator di Luca ha dato ancora una volta prova di affidabilità e parsimonia piazzandosi alle spalle di Dominique nella Aged e tredicesimo nell’Overall, con un risultato davvero eccellente».

Le loro storie si uniscono a quelle di tanti altri gentleman rider provenienti da tutta Europa

E non solo, vista la presenza anche di un neozelandese e un australiano. Compongono un quadro variopinto di appassionati accumunati dal desiderio di vivere un’avventura nel Vecchio continente. È una formula che mette alla prova la concentrazione e la resistenza di uomini e moto. Tutto ciò consente loro di provare in prima persona le fatiche di un rally in sella alla moto di tutti i giorni.

Nicola Andretto

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